Un excursus lungo dieci secoli
Ieri: Inaccessibili ai più e immerse nel folto della vegetazione, le sorgenti Vallechiara erano conosciute fin dal X secolo d.C., per la natura della loro acqua. Ottone I di Sassonia (950 d.C.) e poi Carlo V Imperatore del sacro Romano Impero (1532 d.C.) e Vittorio Amedeo di Savoia (1708 d.C.) ne apprezzarono il gusto delicato e la cristallina purezza; e anche Napoleone, passato un paio di volte da queste parti, ne è stato sicuramente “testimonial” d’eccezione. Nel “Dizionario geografico – storico – statistico – commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna”, compilato da Goffredo Casalis nel 1833, le qualità dell’acqua minerale Vallechiara vennero confermate universalmente: “Quivi, nella regione chiamata la Baiga, evvi una sorgente d’acqua minerale, che si usa proficuamente per la guarigione dei morbi addominali”.

Oggi: La società Terme Vallechiara spa viene fondata nel 1965 e, dopo alcuni passaggi di proprietà, viene acquistata nel 2004 da Sergio Parato, che la trasforma in quello che è adesso: un’azienda moderna, in un contesto di antica natura.
Oggi, l’acqua minerale Vallechiara conserva tutte le caratteristiche che l’hanno resa una delle dieci migliori d’Italia, come il prestigioso “Gambero rosso” ha riconosciuto dal 2002. Menzionata, nel 2006, da ADAM (Associazione Degustatori Acque Minerali) nella celeberrima “Carta delle acque”, viene distribuita in Italia dov’è sponsor ufficiale di eventi quali Vinum, Moscato Wine e del Festival Go Wine; e viene esportata con successo in Europa e nei Paesi asiatici, dov’è sponsor di numerosi eventi mondani e sportivi. |
Ad Altare...
non solo acqua
Nello stesso documento di Casalis si menziona l’arte vetraria di Altare, conosciuta e apprezzata, sia in Italia che all’estero, dal XIV secolo, e alla quale è dedicato il “Museo del vetro”. Grazie all’avvento dei fratelli bavaresi Schmid, la scuola vetraria di Altare si specializzò nella delicata arte dell’incisione. I maestri vetrai erano in grado di produrre capolavori unici, così come strumenti per i laboratori chimici e fisici, dove la facilità della pulizia e la resistenza a prolungati periodi di utilizzo, facevano del vetro il materiale più adatto. Nel XIX secolo venne coniata addirittura l’espressione "à la façon d'Altare" per indicare il modo unico e squisito con cui i maestri “plasmavano” il vetro.
La vetreria etrusca
Oggi, le terme Vallechiara continuano a acquistare le bottiglie nelle Vetreria Etrusca di Altare, a poche centinaia di metri dallo stabilimento, dando vita a una “filiera corta” nella produzione, che dimostra il vero rispetto per la natura: niente trasporti inquinanti per centinaia di chilometri e possibilità di riciclo o riutilizzo del vetro al 100%.
Vallechiara, sorsi d'amore
per la natura. |
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